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lunedì 2 giugno 2014

Kurt Cobain sulla propria identità e i propri problemi personali. Un' intervista a pochi mesi dalla morte.



Capire chi siamo alle volte può essere difficoltoso; ed anche capire cosa vogliamo davvero dalla vita spesso non è una strada che percorriamo.
Kurt Cobain non ha certo avuto un' infanzia ed un' adolescenza facili, prima che il successo arridesse a lui e ai Nirvana (per dare uno sguardo a come sono diventati famosi, basta leggere i diari e le lettere di Kurt Cobain). In questo estratto dell' intervista che rilasciò a Jon Savage il 22 Luglio 1993, animato da Blank on Blank, Cobain discute della propria infanzia, di come il divorzio dei propri dei genitori l'abbia segnato, e di come sia giunto a capire chi era davvero.
Jon Savage: Hai avuto problemi quando frequentavi le superiori? 
Kurt Cobain: Si. Sai mi sentivo così diverso e così matto che le persone mi lasciavano da solo. Ho sempre sentito che mi avrebbero votato come quello che avrebbe cercato di uccidere tutti al ballo della scuola.


Cobain racconta di come avesse difficoltà a legare con i ragazzi della sua età, mentre con le ragazze aveva molti meno problemi; di come questo, unito alle chiacchiere dei suoi compagni, l'avesse portato a ritenersi gay:

"Ho anche creduto di essere gay. Pensavo fosse la soluzione al mio problema"
Anche se non ci ho mai provato, avevo un amico gay che mia madre mi impediva di vedere, perché, in realtà, lei è omofoba. E' stato davvero devastante, perché finalmente avevo trovato un amico maschio che abbracciavo e a cui volevo bene e con cui parlavo di molte cose.

Era anche un accanito femminista, poiché poteva vedere da vicino il sessismo e la strumentalizzazione delle donne:

Dal momento che non riuscivo a trovare nessun amico maschio con cui sentivo di essere compatibile, ho finito per uscire molto con le ragazze. E ho sempre pensato che non fossero trattate con rispetto. Specialmente perché le donne sono totalmente oppresse. 

E su come ha capito di essere se stesso, come ha scoperto la musica  punk e ha incanalato la rabbia che sentiva verso il motivo che la scatenava:

Stavo appena iniziando a comprendere quali erano le cose che mi davano davvero fastidio, negli ultimi due anni delle superiori. E a quel punto il punk rock era in ascesa e venne così tutto assieme. Tutto andò a posto come un puzzle. Esprimeva il modo in cui mi sentivo socialmente e politicamente. Tutto. Era la rabbia che sentivo. L'alienazione.


Cobain aveva un' infezione perenne allo stomaco, dovuto probabilmente al proprio temperamento nervoso, che unito alla scoliosi gli provocava un dolore piuttosto acuto quando si sottoponeva a lunghe prove con la band. Il tutto risultava in un amplificato senso di rabbia percepibile nelle canzoni:

Provo sempre dolore, anch'io, e questo aggiunge davvero rabbia alla nostra musica.
Lo fa davvero. Ne sono quasi riconoscente, in qualche modo.

Una testimonianza che fa rivivere il Kurt Cobain reale, circa otto mesi prima della tragica scomparsa. Frammento di intervista che si chiude in maniera ottimista, con il leader dei Nirvana che sembrava aver trovato la stabilità che da tempo mancava nella sua vita, grazie a Courtney Love e alla recente nascita della figlia.

Sai in quest'ultimo anno, il mio stato mentale complessivo e il mio stato fisico sono migliorati di quasi il cento per cento. Non mi sentivo così ottimista da prima del divorzio dei miei genitori. Lo sai? (Ride).

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