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giovedì 26 luglio 2012

Daniel Suelo: Una vita senza soldi nel deserto dello Utah.


"The Man Who Quit Money to Live in a Cave" di David Eckenrode è un corto della BBC su Daniel Suelo, un uomo che dal 2000 vive facendo a meno di soldi, di un conto in banca e di un lavoro - inteso nel senso comune del termine.
Il video racconta la decisione di Suelo dal punto di vista di Mark Sundeen, un suo amico di lunga data, che ha deciso di scrivere la sua storia in un libro: "The Man who quit Money" (Disponibile in inglese e su Internet, per chi lo volesse).



Daniel Suelo ha rinunciato completamente al possesso di denaro e di un'automobile, liberandosi della propria patente di guida e dei documenti di identità e scegliendo come propria dimora caverne e desolazioni selvagge del deserto dello Utah.
 La scelta di Suelo, al secolo Daniel Shellabarger, è stata dettata da sue personali convinzioni in materia di utilizzo del denaro, di cosa sia la moneta e del perchè viene utilizzata. Egli non possiede un conto in banca, non maneggia denaro di alcun tipo, non utilizza buoni cartacei per gli acquisti e non riceve alcun sussidio economico da parte del Governo degli Stati Uniti. Ha lasciato il proprio precedente lavoro come cuoco nella convinzione che non fosse il denaro a determinare la felicità.
L'unica eccezione alla regola è costituita dall'uso che fa dei computer della bliblioteca pubblica, per scrivere e sostenere la sua attività online. Gestisce infatti un blog ed un sito web tramite i quali diffonde il suo stile di vita anticonvenzionale e le sue idee, per cercare di sensibilizzare ed informare quanta più gente possibile.
In particolare, in una sua interessante intervista apparsa su becomingminimalist.com Suelo afferma:

"I have been surprised at the intensely angry reaction thousands of people have had at my living moneyless. It used to bother me, but now I realize that anger doesn’t come from people’s true nature, but from the facade they build up. The facade is threatened by reality. Who wants to hear that the basis of our commercial civilization is an illusion? Money only exists if two or more people believe it exists. Money is not a physical substance, but merely a belief in the head. Money is credit, and credit literally means belief (e.g. credibility). Money is literally a creed, the most agreed-upon creed, or religion, in the world. And what fundamentalists won’t get angry if you question their creed?"

Sul suo blog zerocurrency, spiega ancor meglio quale sia la sua filosofia:

"My philosophy is to use only what is freely given or discarded & what is already present & already running (whether or not I existed). I don't see money as evil or good: how can illusion be evil or good? But I don't see heroin or meth as evil or good, either. Which is more addictive & debilitating, money or meth? Attachment to illusion makes you illusion, makes you not real. Attachment to illusion is called idolatry, called addiction. I simply got tired of acknowledging as real this most common world-wide belief called money! I simply got tired of being unreal. Money is one of those intriguing things that seems real & functional because 2 or more people believe it is real & functional!"

via: Intervista a Daniel Suelo

venerdì 4 maggio 2012

Fulla Nayak ultracentenaria indiana muore a 125 anni: fumava cannabis ogni giorno


Fulla Nayak era nata a Kanapur nello stato indiano dell'Orissa ed è morta ultra centenaria, a 125 anni, conservando una salute di ferro grazie a tè, succo di palma e canapa indiana. La donna viveva con l'ultima delle sue figlie, già 92enne, e non aveva mai fatto mistero della sua passione per la marijuana -che fumava quotidianamente-. In vita aveva anche sempre difeso le proprietà curative della cannabis, sostenendo che la sua longevità derivasse proprio dall' uso giornaliero che faceva della pianta. Se così fosse, creerebbe un precedente non del tutto trascurabile.
Il suo record di longevità appare però in dubbio: rientra in fatti nei casi di longevità non accertati.




lunedì 23 aprile 2012

Valeria Lukyanova, la ragazza barbie

Valeria Lukyanova è una giovanissima ragazza ucraina che ha postato centinaia di fotografie che la ritraggono nella sua trasformazione. Si dice che abbia speso almeno 800.000 dollari in chirurgia estetica per diventare come barbie.
Ed infatti la somiglianza c'è e si vede: pelle plastificata, naso sottile, occhi da cerbiatto vacui ed inespressivi come quelli di una bambola. Proprio come una Barbie della Mattel.
Queste foto spiegheranno cosa voglio dire:






Sembra quasi un personaggio di Final Fantasy, o di un videogioco. Con quegli occhi enormi e la pelle candida. Sarà anche merito di photoshop comunque.
Per chi volesse approfondire: Valeria Lukyanova la space barbie nazista

il "facebook" russo della ragazza: http://vk.com/photos4926666

e altre foto qui

domenica 22 aprile 2012

Decapitata dai narcos la giornalista messicana Marìa Elizabeth Macìas Castro.



In Messico si muore anche per un tweet: María Elizabeth Macías Castro nel settembre del 2011 è stata decapitata e mutilata per mano degli Zetas, un noto gruppo di narco-trafficanti. Aveva 39 anni ed era caporedattrice del quotidiano Primera Hora. Tutto ciò accade nello stato di Tamaulipas, situato nel Nord del paese al confine con il Texas, precisamente nella città di Colonia Madero. La giornalista, madre di due figli, è stata ritrovata con la testa mozzata e alcuni oggetti rivelatori intorno al suo cadavere: dei tasti di computer, un lettore mp3 e diversi cavi, ed un messaggio, scritto su cartello, che identifica l’omicidio come una rappresaglia per le denunce delle attività criminose espresse dalla vittima attraverso i social media (in particolare Twitter). Con l’omicidio di María Elizabeth Macías Castro, secondo Reportes sans Frontieres, sono 12 gli omicidi di giornalisti messicani dall'inizio dell'anno. Pochi giorni prima, a poca distanza dal luogo del ritrovamento della Macìas Castro, erano stati rinvenuti altri due cadaveri. Appartenevano a due blogger, uccisi per il medesimo motivo: avevano diffuso notizie sgradite ai narcos, attraverso i propri siti internet.

Perché è proprio in rete che corre il pericolo: “I social media stanno riempiendo il vuoto lasciato dalla stampa – spiega Andrés Monroy-Hernández, un candidato messicano al dottorato M.I.T. Media Lab – In diverse regioni del Messico sia la stampa che lo stato sono deboli, mentre il crimine è talmente ben organizzato da rimpiazzare – in alcune regioni – lo stato stesso.”
L'impatto dei social media in Messico, da questo punto di vista, è stato fondamentale. I cittadini lo utilizzano in modo da difendersi dall'impotenza a cui sono costretti dalle istituzioni, comunicando, informandosi e condividendo informazioni sensibili, che non hanno altri modi di giungere a loro.
Si potrebbe dire quindi che esiste una moltitudine di giornalisti e blogger che quotidianamente diffonde notizie importanti e "censurate" attraverso i blog, Facebook e Twitter: Maria Elizabeth Macias era una di questi, ed è morta perchè voleva fare il suo mestiere senza scendere a compromessi.
Sulla realtà della criminalità in Messico, e di una delle città più pericolose al mondo, ovvero Ciudad Juàrez , consiglio un articolo di Vice.com, che racconta di come il rapporto tra narcos e polizia influenzi la quotidianità degli abitanti della città. Quest'articolo fornisce una chiave di lettura per capire la realtà della vicenda accaduta, descrivendo con chiarezza lo stato di insicurezza che vige in quelle zone. (Clicca su per leggerlo).

sabato 21 aprile 2012

Joan Miró, Opere Famose

Il Carnevale di Arlecchino, Joan Miró 1924-1925 (opere famose)

 







Joan Miró, Paesaggio Catalano 1923-1924 (Opere Famose)




Nasceva il 20 Aprile 1893 a Barcellona Joan Miró, ecco alcune delle sue opere più famose, per ricordare il suo immenso genio.